America da Nord a Sud : Poesie di un Nomade Americano, de Hugo Noël Santander Ferreira
- Consultorías Stanley
- 3 gen
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Prologo di Leyla Margarita Tobías Buelvas
In America da Nord a Sud, Hugo Noël Santander Ferreira dispiega una poetica dello sradicamento e della resistenza, una mappa di cicatrici in cui si intrecciano il sacro e il terreno, l’esilio e l’appartenenza, il giudizio e la redenzione. Questo libro propone molto più di un itinerario geografico attraverso il continente: traccia una traversata spirituale, etica e politica scritta con l’inchiostro della memoria e il sangue dell’esperienza. Il poeta abita la poesia, la attraversa con il corpo e la trasforma in testimonianza, in preghiera laica, in coscienza attiva.
Questo volume riunisce tre raccolte poetiche — Il Giorno Promesso, L’Eternità è la tua Coscienza e America da Nord a Sud — che funzionano come un unico organismo vivente. Ognuna corrisponde a una diversa scala dell’esistere: l’orizzonte ultimo del senso, l’interiorità incarnata e la storia condivisa. Insieme compongono un’architettura in cui la parola esamina la vita dalla sua radice morale.

Fin dai primi versi, il lettore entra in una liturgia di assenza e promessa:
Meditiamo sul nostro Giorno Promesso
Giorno senza nulla, senza lui o lei, senza te, senza me.
La promessa si presenta come una lacerante paradossalità: il giorno desiderato coincide con lo svuotamento delle identità, con la dissoluzione delle sicurezze affettive. In questo spazio spoglio nasce la materia del canto. Il Giorno Promesso adotta un tono corale e profetico, osserva il mondo da un’altezza etica e sostiene il dolore proprio e collettivo come parte dello stesso gesto. In Simone del deserto, la voce poetica si eleva come un asceta sulla torre della propria solitudine:
Alto sulla tua austera torre siriana,
offrivi nella carne la sofferenza
e osservavi il divenire dei secoli.
La poesia diventa colonna dalla quale si contempla la sofferenza del mondo e si assume una responsabilità nei suoi confronti. Il poeta incarna il profeta e il martire del suo tempo, il testimone che guarda senza distogliersi.
L’Eternità è la tua Coscienza conduce lo sguardo verso il corpo, la memoria intima e il dono quotidiano. L’eternità appare come esperienza presente, dimorante nella coscienza che ringrazia, ricorda e cammina. L’equilibrio ritrovato, la lettura condivisa, il gesto minimo rivelano il sacro incarnato. La domanda centrale attraversa il libro come rivelazione etica:
Cosa mancherebbe loro per essere eterni?
Leggere chi è tornato dai morti?
Qui la poesia diventa esercizio spirituale in cui la coscienza individuale si espande verso una dimensione universale. L’immortalità si manifesta come comunione affettiva e responsabilità condivisa. Vivere con attenzione e fedeltà diventa forma di trascendenza.
Con America da Nord a Sud, il libro assume la sua dimensione storica. Il viaggio attraverso città, lingue e frontiere rivela che lo sradicamento produce conoscenza. Il linguaggio stesso appare come territorio conteso:
Il linguaggio aprì una breccia tra i due,
un vuoto reciproco che solo i baci guariscono.
La frattura tra idiomi e culture si manifesta come ferita emotiva. La parola agisce anche come ponte, rifugio e arma. In quell’abisso, il poeta fonda un’appartenenza diversa: una comunità sostenuta dalla memoria e dall’affetto.
Uno dei gesti più potenti del libro risiede nella sua intertestualità viva. Amleto, Don Chisciotte, Walter Benjamin, Candelario Obeso e San Jaime Santander compaiono come presenze fraterne all’interno di una mitologia personale. Affermando:
Così fui Amleto, e così morirò:
apostolo del teatro che è la vita,
il poeta si iscrive in una genealogia di esseri feriti, eroici nella loro fragilità. Riprendendo la voce di Obeso:
Perché mi vedi la pelle
del colore dell’inchiostro,
credi forse che sia nera
anche l’anima mia…?
la poesia diventa resistenza attraverso la lingua e denuncia una grammatica del razzismo ancora vigente nei pregiudizi sociali che attraversano la Colombia e l’intera America.
La dimensione spirituale del libro si esprime in modo incarnato. In Prima canzone corale a un Giorno Promesso, il giudizio finale si vive come redenzione secolare:
Intoniamo un canto al Giorno Promesso,
giorno di giudizio e redenzione attesa.
Nella figura di San Jaime Santander, che distribuì terre ai pescatori, il biblico si trasforma in gesto politico. Il sacro si manifesta nella giustizia praticata, nella fedeltà agli umili, nell’etica quotidiana.
Al centro simbolico dell’opera si articola un trittico fondamentale: madre, donna e America come terra. La madre incarna l’origine, la voce formatrice, l’amore che custodisce ed esige. La donna rappresenta il desiderio, la perdita, l’amore come prova e rivelazione. L’America appare come corpo storico: terra promessa, ferita e fertile, spazio di accoglienza e di espulsione. Queste tre figure sostengono la tensione etica del libro e organizzano il suo immaginario profondo. Amare la donna, onorare la madre e abitare la terra diventano espressioni di una medesima responsabilità.
L’amore attraversa tutta l’opera come forza creatrice e devastatrice. Erotismo e lutto si intrecciano con intensità:
Quanto irresistibile lo sfiorare del suo vestito,
le mie mani sulle sue selve e i suoi paesaggi,
e anche:
Quando, nei pomeriggi che il silenzio abbraccia,
la tua voce e il tuo volto ritornano con la brezza.
L’amore si incarna in contesti concreti: migrazione, differenze culturali, precarietà lavorativa. Il poeta nomina ciò che ferisce e ciò che sostiene.
La memoria occupa un luogo centrale. In Schiavi di una memoria inesauribile, la parola di Shakespeare illumina il gesto poetico:
Lo scopo è schiavo della memoria.
Ricordare diventa atto di resistenza. Scrivere erige un memoriale del vissuto:
I resti di quell’amore, le tue risate,
la tua ribellione, stretta alla mia mano.
In North Park, una delle poesie più incisive, il sogno migrante si mostra in tutta la sua complessità:
Prigioniero di un ingenuo orgoglio,
chiamai antichi docenti.
Impossibile!, fu la loro fredda risposta.
L’epica cede il posto a una dignità silenziosa, sostenuta in mezzo all’intemperie.
Verso la chiusura del percorso, il poeta formula un’etica che attraversa tutta la sua opera:
Noi, forgiati nella nobiltà,
torniamo a cercarli, sebbene impossibile,
anche se ci vedono spezzati, persino morti.
Questo verso riassume una concezione radicale dell’amore e della fedeltà come atti di perseveranza.
La denuncia sociale irrompe con forza in testi che condannano la corruzione e l’ingiustizia. La poesia agisce come giudizio ed esorcismo, indica con chiarezza e convoca la coscienza. In questo libro, la parola recupera la sua funzione antica: nominare, ricordare, restituire.
America da Nord a Sud si erge come un’opera necessaria in tempi di frontiere visibili e invisibili. Qui si costruiscono ponti dove altri innalzano muri. La poesia, radicata nel locale e aperta all’universale, ricorda che dietro ogni spostamento pulsa una storia di amore, perdita e resistenza.
Leggere questo libro costituisce un atto di riconoscimento: delle ferite condivise, della dignità di chi migra, della potenza redentrice della parola. Hugo Noël Santander Ferreira, come gli antichi vati, canta, testimonia e restituisce umanità al linguaggio.
Leyla Margarita Tobías Buelvas
Sincelejo, 1 gennaio 2026
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⭐ Valutazione dei lettori: 4,8 su 5 (basata su 13 lettori)













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